Fabrizio Simone (Ortona, 1979) vive e lavora a Roma. La sua pratica si sviluppa tra pittura, scultura e installazione, con una particolare attenzione alla simbologia dei materiali e alla tensione tra fragilità e resistenza. Le sue opere si configurano come paesaggi sensibili, spazi in cui la materia si fa esperienza e riflessione. Il suo metodo di lavoro è iterativo e sperimentale: sviluppa prototipi, osserva, modifica e perfeziona fino a un equilibrio tra rigore tecnico e intuizione poetica. Alterna costantemente ricerca materica, pensiero concettuale e gestualità processuale, mantenendo una visione coerente e sensibile.
La geografia è destino
Un doppio binario: quello della geografia e quello del destino. Due concetti apparentemente antitetici, invitati a dialogare per abbracciare la complessità dell’esistenza. Protagonista, il mare: una realtà geografica, fisica, chimica, biologica, ma anche intrisa di mistero, imprevedibilità e destino. Al centro il tema del viaggio, sia fisico che interiore. È questo il cuore di “La geografia è destino”, mostra personale di Daniela d’Arielli. La mostra si articola attorno a una selezione di opere, tra cui spicca una serie di 156 acquerelli eseguiti su buste da lettera trattate con acqua di mare, omaggio poetico ai porti d’Italia. Alcune buste, dedicate ai quattro porti abruzzesi e a Lampedusa, sono impreziosite da una piccola stella dorata in oro 24 carati, simbolo di geografia e destino.